Come proprietari di animali domestici, ci leghiamo ai nostri cani e gatti attraverso i nomi, i gesti affettuosi e la cadenza della nostra voce. A volte la connessione sembra quasi telepatica:un'inclinazione della testa qui, una fusa là. Molti di noi si chiedono:i nostri interlocutori capiscono veramente quello che diciamo o reagiscono semplicemente al tono e ai gesti?
La storia evolutiva dei cani come animali da soma e la loro stretta convivenza con gli esseri umani conferisce loro un vantaggio naturale nel rilevamento del linguaggio. Questo vantaggio si manifesta nei cani di servizio, militari e poliziotto che si affidano a comandi verbali e segnali visivi per eseguire compiti complessi.
Nel 2016, i ricercatori dell’Università Eötvös Loránd di Budapest hanno condotto uno studio di imaging cerebrale monitorando i cani mentre i loro addestratori usavano parole e toni distinti. I risultati, pubblicati in una rivista peer-reviewed, hanno indicato che i cani elaborano il linguaggio in regioni del cervello analoghe a quelle degli esseri umani. Gli elogi ad alta voce attivavano l'emisfero destro, mentre i comandi distinti impegnavano l'emisfero sinistro. Lo studio ha sottolineato che questi modelli neurali si sono evoluti nel corso dei secoli, non solo negli ultimi anni.
Oggi sappiamo che i cani possono afferrare e ricordare nomi, comandi e frasi di routine a un livello paragonabile a quello di un bambino piccolo. Può sembrare che un cane comprenda una frase completa, ma in realtà è in sintonia con le parole chiave, la qualità vocale e i segnali non verbali. Ecco perché pronunciare T‑R‑E‑A‑T o W‑A‑L‑K davanti a un cane può innescare la risposta prevista.
Quante parole può effettivamente imparare un cane? Il primo studio sistematico, risalente al 1928, testò un pastore tedesco di nome Fellow e scoprì che rispondeva correttamente a 68 parole o frasi. Esperimenti più recenti hanno spinto quel numero più in alto. Nel 2022, uno studio su 165 cani ha riportato un vocabolario medio di 89 parole. Il Border Collie Chaser, addestrato intensamente, capiva notoriamente 1.000 parole:un record per la cognizione canina.
Ulteriori ricerche dell’Università di Londra e di altre istituzioni hanno esaminato l’empatia e la compassione dei cani. Questi studi hanno dimostrato che i cani sono in grado di rilevare le emozioni umane, rispondere ai contenuti parlati anche senza un cambiamento di tono e riconoscere il proprio nome tra gli altri suoni.
I gatti riconoscono anche alcune parole umane, compresi i propri nomi e quelli di altri membri della famiglia, e rispondono ai toni vocali e ai gesti. Sebbene gli studi sul riconoscimento linguistico dei gatti siano in corso solo da un paio di decenni, le prove indicano un'abilità simile ma più selettiva.
Sebbene non esista un conteggio definitivo, le stime suggeriscono che i gatti possono imparare tra le dieci e le venti parole. Spesso comprendono le parole più velocemente dei neonati umani, ma sono necessari ulteriori dati sull'attività cerebrale dei felini per tracciare completamente la loro portata linguistica.
Al di là delle parole, i gatti comunicano attraverso una ricca gamma di espressioni facciali, vocalizzazioni e linguaggio del corpo. Potrebbero girare la testa o muovere le orecchie in risposta alle nostre voci, dimostrando uno stile di comunicazione ricco di sfumature e istintivo.
Gli scienziati stanno continuamente perfezionando la nostra comprensione di come cani e gatti elaborano il linguaggio umano. Nuovi studi monitorano le onde cerebrali, testano nuovi vocaboli ed esplorano modi per rafforzare il legame tra animali domestici e proprietari.
Anche se la ricerca approfondirà la nostra conoscenza, il linguaggio più potente che condividiamo con i nostri compagni rimane quello dell’amore, della compagnia e dei momenti condivisi. Tempo di qualità e segnali coerenti sono la pietra angolare di un forte rapporto uomo-animale.
Negli ultimi 90 anni numerosi studi sono confluiti su una conclusione comune:cani e gatti possono riconoscere un insieme limitato di parole, soprattutto quelle usate ripetutamente durante l’addestramento o come elogio. Il loro meccanismo di risposta primaria si basa sul tono vocale e sui gesti non verbali piuttosto che su frasi complete. Ogni specie mostra modelli interpretativi distinti.
Nel 2022, uno studio su 165 cani ha riportato un vocabolario medio di 89 parole.
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