Il pollo di montagna non è affatto un uccello. È una rana in grave pericolo di estinzione formalmente conosciuta come Leptodactylus fallax, una volta una delle rane più grandi del mondo. Oggi questo anfibio sopravvive solo su due isole dei Caraibi:Montserrat e Dominica.
Il pollo di montagna ha preso il nome perché la gente del posto dice che quando è cotto sa di pollo. Un tempo cacciata come prelibatezza locale e addirittura considerata un piatto nazionale, questa gigantesca rana di fossa ora funge da specie di punta per la conservazione.
La rana pollo di montagna è una delle rane più grandi della Terra. Le sue grandi dimensioni, le potenti zampe posteriori e la colorazione bruno-rossastra lo aiutano a mimetizzarsi con la lettiera delle foglie del suo habitat forestale.
Questa rana in grave pericolo di estinzione ha un appetito vorace e caccia altre rane, piccoli mammiferi e vertebrati. Quando minacciati, i polli di montagna possono emettere un grido di allarme stridulo.
A differenza di molti anfibi, la femmina depone le uova all'interno di una tana di nidificazione anziché in acque libere. Depone sia le uova fertili che quelle non fecondate, chiamate uova sterili, che nutrono i girini.
Invece di andare alla deriva negli stagni, i girini metamorfosano in tutta sicurezza all'interno di un nido di schiuma creato nella tana.
Storicamente abbondante a Montserrat e in Dominica, la specie è stata devastata dal fungo chitride, un agente patogeno microscopico che ha spazzato via gli anfibi in tutto il mondo.
Il chitride attacca la pelle degli anfibi, interrompendo la loro capacità di assorbire acqua e sali. La malattia ha portato molte specie all'estinzione.
All'inizio degli anni 2000, la popolazione dei polli di montagna è crollata drasticamente, diminuendo di oltre l'85% in 18 mesi.
La perdita di habitat dovuta agli insediamenti umani, alle eruzioni vulcaniche e alle tempeste come l'uragano Maria hanno aggravato la minaccia, mettendo alla prova la resilienza delle rane rimanenti.
Storicamente, le comunità locali cacciavano le rane per il cibo, conferendo alla specie un significato culturale. Con il crollo dei numeri, governi e scienziati hanno spostato l'attenzione sulla conservazione.
I ricercatori hanno lanciato programmi scientifici per comprendere la riproduzione, la resistenza alle malattie e se le rane trattate potrebbero sopravvivere in natura.
I programmi di riproduzione in cattività ora operano in strutture di biosicurezza, creando una rete di sicurezza per la popolazione lontana dal fungo.
Istituzioni come lo zoo di Chester sono riuscite ad allevare con successo la specie in condizioni semi-selvatiche, lavorando per reintrodurre le rane trattate in habitat protetti.
Durante la stagione delle piogge, un pollo di montagna maschio scava una tana per nidificare. Dopo l'accoppiamento, la femmina rimane vicino al nido di schiuma, proteggendo i girini in via di sviluppo nel sottosuolo.
Le uova non fecondate forniscono nutrimento finché i girini non si trasformano in rane. Questa strategia riproduttiva unica si traduce in un minor numero di rane per covata rispetto ad altri anfibi.
Le specie invasive e i cambiamenti climatici aumentano la pressione sul recupero delle specie.
Oggi il pollo di montagna resta fragile. Una piccola popolazione selvatica persiste nella Dominica, mentre la specie è estinta allo stato selvatico a Montserrat. Rimane classificato come "in pericolo critico" dalla IUCN.
I team di conservazione monitorano attentamente le popolazioni, monitorando le malattie, il successo riproduttivo e la qualità dell'habitat. L'allevamento in cattività e la reintroduzione mirano a ricostruire popolazioni sane e resistenti a future epidemie.
La storia di questa rana gigante illustra come gli anfibi fungano da sistemi di allarme precoce per la salute dell’ecosistema. Proteggerlo offre ai polli di montagna una possibilità di lottare per la sopravvivenza a lungo termine.
Questo articolo è stato creato con la tecnologia AI, quindi verificato e modificato da un editor di HowStuffWorks.