La colangioepatite felina (CCHS) è la malattia epatica acquisita più comune nei gatti. Comprenderne le cause, la presentazione clinica, l'approccio diagnostico e le opzioni di gestione è essenziale per qualsiasi proprietario di gatto o veterinario che voglia fornire cure ottimali.
Panoramica rapida
- Altri nomi: CCHS
- Sintomi comuni: Letargia, scarso appetito, vomito, ittero, febbre, perdita di peso
- Gestione a lungo termine: Molti casi richiedono una terapia continua
- Vaccino: Nessuno disponibile
- Opzioni di trattamento: La CCHS acuta solitamente necessita di antibiotici; le forme croniche colpiscono l'infiammazione sottostante e le malattie associate come la pancreatite e le IBD
- Assistenza domiciliare: Completare i cicli antibiotici prescritti e aderire alle visite di follow-up. Il trattamento può essere prolungato; non interrompere o modificare mai i farmaci senza la guida veterinaria.
Che cos'è il CCHS?
La CCHS si riferisce all'infiammazione dei dotti biliari, della cistifellea e talvolta del fegato stesso. Il termine colangite deriva da “chol” (bile) e “angio” (vaso), mentre colangioepatite aggiunge la componente epatica. La bile è essenziale per la digestione dei grassi e l'escrezione delle tossine; l'interruzione del suo flusso porta ai segni clinici osservati nella CCHS.
Cause sottostanti
Esistono due forme primarie, ciascuna con eziologie distinte:
1. Colangite suppurativa (neutrofila)
Caratterizzato da un'infezione batterica acuta, che spesso coinvolge la flora intestinale che entra nei dotti biliari attraverso il dotto comune. Calcoli biliari, corpi estranei o anomalie anatomiche possono predisporre i gatti a infezioni secondarie.
2. Colangite linfoplasmocitica (cronica)
Implica un processo più lento, immunomediato, senza infezione batterica evidente. Questa forma compare tipicamente nei gatti di mezza età o più anziani e può essere associata a sensibilità alle proteine alimentari.
Ulteriori sottotipi includono:
- Epatite portale linfocitaria felina (coinvolgimento solo del fegato)
- Colangite distruttiva (sclerosante) (cicatrici dei dotti biliari)
- Colangite da trematodi epatici (regioni tropicali)
Condizioni comuni di partecipazione
Spesso coesistono comorbidità con la CCHS, in particolare la pancreatite e la malattia infiammatoria intestinale (IBD). Uno studio del 2022 ha riportato che l’88% dei gatti con CCHS suppurativa aveva IBD e il 93% aveva pancreatite. Quando tutti e tre gli organi sono infiammati contemporaneamente, si parla di triadite viene utilizzato.
- Colelitiasi (calcoli biliari)
- Ostruzione del dotto biliare extraepatico
- Toxoplasmosi
- Colangite primaria
- Pancreatite
- Neoplasia del pancreas, della cistifellea o dei dotti biliari
- Cistadenoma biliare
- Malformazioni del dotto biliare
Segni clinici
I segni variano con la forma di CCHS:
CCHS acuto suppurativo
- Appetito ridotto
- Letargia
- Vomito
- Ittero (30-60% dei casi)
- Perdita di peso
- Febbre (20–40% dei casi)
CCHS linfoplasmocitica cronica
- Vomito e diarrea intermittenti
- Perdita di peso graduale
- Appetito fluttuante
- Ittero transitorio
Si consiglia una tempestiva visita veterinaria se un gatto mostra letargia improvvisa, perdita di appetito o vomito per più di 2-3 giorni.
Potenziali complicazioni
Le complicanze principali includono la lipidosi epatica, in particolare quando un gatto diventa anoressico. La CCHS è la causa più comune di lipidosi epatica dopo il linfoma del tratto digestivo e le IBD. I casi gravi possono richiedere il ricovero ospedaliero, la terapia fluida intensiva e il supporto nutrizionale.
Approccio diagnostico
La diagnosi inizia con un esame fisico approfondito. Sebbene segni come ittero o febbre siano utili, non sono presenti in tutti i casi. Gli studi di laboratorio e di imaging sono essenziali.
Analisi del sangue
- Emocromo completo:aumento dei neutrofili nel 30% circa dei casi suppurativi.
- Chimica del siero:aumento di AST nel 98% dei gatti; ALT nel ~50%; ALP nel <50%.
- Bilirubina:bilirubina diretta elevata nel ~67% dei casi.
- Enzimi pancreatici:la lipasi pancreatica felina (fPL) aiuta a identificare la pancreatite concomitante.
- Acidi biliari:utili quando si sospetta la funzionalità epatica ma altri test non sono conclusivi.
- Tempi di coagulazione:PT e PTT valutano i fattori di coagulazione prodotti dal fegato.
Immagini
- Radiazioni X:possono mostrare un ingrossamento del fegato nel 20% circa dei casi; generalmente non specifico.
- Ecografia addominale:gold standard per la visualizzazione della cistifellea, dei dotti biliari, del parenchima epatico, del pancreas e dei linfonodi. I risultati tipici includono distensione della cistifellea, fanghi biliari, calcoli biliari, dilatazione dei dotti e struttura epatica anormale.
- Aspirazione guidata:campionamento ecoguidato del liquido della colecisti per coltura e citologia; biopsie epatiche o pancreatiche se indicate.
Test aggiuntivi
- Tempi di coagulazione (PT/PTT)
- Istopatologia tramite biopsia (ecoguidata o chirurgica)
- Imaging avanzato (TC/MRI) per casi complessi
Strategie di trattamento
CCHS acuto suppurativo
- Antibiotici: Guidati dalla cultura quando possibile; altrimenti terapia empirica della durata di 4–6 settimane.
- Acido ursodesossicolico (ursodiolo) e S‑adenosil‑L‑metionina (SAMe, ad es. Denamarin) per proteggere il flusso biliare e gli epatociti.
- Anti‑emetici:Cerenia (maropitant), famotidina, omeprazolo, ondansetron.
- Analgesici per il dolore da calcoli biliari o pancreatite.
- Stimolanti dell'appetito:capromorelina (Elura), mirtazapina (Mirataz), ciproeptadina.
- Ospedalizzazione per casi gravi, fornitura di liquidi per via endovenosa, nutrizione e monitoraggio attento.
- Dieta:dieta altamente digeribile con un contenuto moderato di proteine/grassi; dieta ipoallergenica se è presente IBD.
CCHS linfoplasmocitica cronica
- Steroidi immunosoppressori (ad esempio prednisolone) per controllare l'infiammazione.
- Dieta ipoallergenica o proteica innovativa per ridurre la stimolazione antigenica.
- Protettori del fegato a lungo termine (ursodiolo, Denamarin).
- Stimolanti dell'appetito e antiemetici regolari secondo necessità.
- Ricontrolli periodici:esame fisico, analisi del sangue e imaging per monitorare l'attività della malattia.
Entrambe le forme richiedono una gestione coordinata delle condizioni associate come pancreatite e IBD per migliorare la prognosi.
Assistenza domiciliare e monitoraggio
- Aderire rigorosamente ai cicli di antibiotici e ai follow-up programmati.
- Monitora il peso ogni 2-3 mesi, soprattutto nei gatti di età superiore a 10 anni.
- Attenzione alla frequenza del vomito>2 volte al mese, che potrebbe indicare una malattia gastrointestinale sottostante.
- Richiedere immediatamente assistenza veterinaria se il gatto smette di mangiare o mostra un peggioramento della letargia.
- Mantenere una dieta stabile ed equilibrata e garantire la disponibilità di acqua dolce.
Prevenzione e diagnosi precoce
Non esiste una misura preventiva definitiva per la CCHS, poiché la malattia può insorgere senza chiari fattori di rischio. La diagnosi precoce dipende da esami di routine e dalla vigilanza per piccoli cambiamenti nell’appetito, nel peso o nel comportamento. I controlli ematici annuali o semestrali (AST, ALT, bilirubina) possono fungere da utili strumenti di screening, soprattutto nei gatti di mezza età e anziani.
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