Quando un cane si sforza di urinare o produce sangue nelle urine, i proprietari spesso sospettano una semplice infezione del tratto urinario (UTI). Tuttavia, questi stessi segni possono anche segnalare una condizione più grave, ma rara:il cancro alla vescica. È essenziale una tempestiva valutazione veterinaria, indipendentemente dal fatto che la causa sia un'infezione delle vie urinarie o un tumore maligno.
Di seguito forniamo una guida completa per aiutare i proprietari di animali domestici a riconoscere, diagnosticare e gestire il cancro alla vescica nei cani.
Il cancro della vescica più frequente nei cani è il carcinoma a cellule transizionali (TCC), noto anche come carcinoma uroteliale. Il TCC ha origine dalle cellule epiteliali di transizione che rivestono la vescica e l'uretra superiore. Insorge tipicamente nel collo della vescica, vicino alle aperture ureterali e uretrali, rendendo difficile la rimozione chirurgica. In molti casi è coinvolta anche l'uretra.
Altri tumori vescicali meno comuni comprendono il rabdomiosarcoma e il leiomiosarcoma (quest'ultimo, maligno o benigno, rappresenta circa il 12% dei tumori primitivi della vescica). I rabdomiosarcomi sono rari e tendono a comparire nei cani più giovani.
Il cancro alla vescica rappresenta meno del 2% di tutti i tumori canini. Il solo TCC comprende il 70-80% dei tumori della vescica. I cani di taglia piccola e di mezza età, in particolare Scottish Terrier, West Highland White Terrier, Beagle e Shetland Sheepdog, sono i più a rischio. Gli Scottish Terrier hanno una probabilità 18-20 volte maggiore di sviluppare TCC rispetto ad altre razze, con un'età media di diagnosi di 11 anni.
Sebbene i veterinari raramente stabiliscano formalmente il cancro della vescica nei cani, valutano l'invasione locale e le metastasi a distanza ai linfonodi, ai polmoni e alle ossa, il che è fondamentale per la pianificazione del trattamento.
In molti casi non viene identificata alcuna causa chiara, ma la genetica gioca un ruolo significativo, soprattutto nelle razze predisposte. Le cagne soffrono di TCC più frequentemente, probabilmente a causa della ritenzione urinaria più lunga e dell'esposizione ad agenti cancerogeni urinari. Associazioni rare includono la chemioterapia con ciclofosfamide e prati trattati con erbicida fenossi; Anche l’esposizione cronica agli idrocarburi come il fumo di sigaretta può aumentare il rischio. Il leiomiosarcoma e il rabdomiosarcoma sono tipicamente idiopatici.
Il cancro alla vescica può simulare condizioni comuni come infezioni del tratto urinario e calcoli alla vescica. I sintomi più frequenti sono:
Ulteriori segni meno comuni includono:
Sebbene questi segni siano comuni a molti disturbi urinari, i sintomi persistenti o ricorrenti dopo il trattamento antibiotico dovrebbero indurre a una valutazione approfondita per il cancro della vescica.
Un piano diagnostico completo in genere include:
Quando l'imaging suggerisce la presenza di una massa vescicale, soprattutto nel collo della vescica, è possibile effettuare una diagnosi presuntiva di TCC. La conferma definitiva richiede citologia o istopatologia. L'aspirazione con ago sottile (FNA) viene generalmente evitata in caso di sospetto TCC a causa del rischio di disseminazione del tumore.
Metodi di campionamento alternativi includono la cistotomia (biopsia chirurgica) o il cateterismo traumatico, che rimuove le cellule tumorali nelle urine. I centri di riferimento avanzati possono offrire la cistoscopia, consentendo la visualizzazione diretta e la biopsia tramite una telecamera uretrale. Il test di mutazione BRAF, eseguito sulle urine, rileva alterazioni genetiche specifiche del TCC e può identificare i tumori prima che l’imaging li mostri. Se combinato con il test BRAF‑PLUS, la precisione di rilevamento raggiunge il 95%.
Poiché il TCC insorge comunemente vicino a strutture critiche, la chirurgia curativa è raramente fattibile. La maggior parte degli obiettivi terapeutici si concentrano sulle cure palliative e sul mantenimento della qualità della vita.
Indipendentemente dalla modalità scelta, i proprietari dovrebbero anticipare follow-up regolari, colture di urina, analisi del sangue e imaging per monitorare l'efficacia del trattamento e rilevare recidive o diffusione.
La terapia conservativa con FANS costa circa $ 25-$ 75 al mese, escluso il monitoraggio. L’assistenza sanitaria completa, che comprende diagnostica, chemioterapia, radioterapia e dispositivi di supporto, può superare i 10.000 dollari. La partecipazione a sperimentazioni cliniche o studi universitari può ridurre le spese e contribuire al progresso dell'oncologia canina.
Il TCC è localmente aggressivo e soggetto a metastasi. Con la sola terapia con FANS, la sopravvivenza mediana è di circa 6 mesi; l'aggiunta della chemioterapia lo estende a 9-11 mesi, sebbene i risultati varino con l'età, il carico tumorale e la diffusione metastatica. L'obiettivo primario resta preservare la qualità della vita.
Anche se una strategia di prevenzione definitiva è difficile, i proprietari di razze a rischio possono adottare le seguenti pratiche:
I test BRAF regolari nelle razze predisposte possono rilevare la malattia precocemente prima che compaiano i segni clinici. I team di supporto veterinario possono offrire consulenza e mettere in contatto le famiglie con le risorse durante i momenti difficili.