Il tuo cane ha iniziato a zoppicare dopo una corsa al parco o lo zoppicare è stato intermittente, sollevando preoccupazioni? Un legamento crociato strappato, comunemente chiamato ACL o legamento crociato craniale (CCL), è un colpevole frequente. Sebbene le lesioni del legamento crociato anteriore siano note negli sport umani, colpiscono anche i cani, in particolare gli animali domestici giovani, sani e di taglia grande.
In medicina veterinaria usiamo il termine CCL (legamento crociato craniale) per il legamento che stabilizza il ginocchio (ginocchio). Si estende dal femore alla tibia, attraversando l'articolazione in una disposizione cruciforme. Il CCL limita il movimento tibiale in avanti, prevenendo l'instabilità.
Il CCL può rompersi improvvisamente durante un'attività ad alto impatto o degenerare gradualmente nel tempo. Si assiste spesso a uno zoppicare improvviso dopo che un cane ha scattato, saltato o si è girato in attività come il frisbee, la palla a mosca o il gioco in giardino. I cani più comunemente colpiti sono le razze giovani, attive e di grandi dimensioni, anche se gli animali domestici in sovrappeso e alcune razze (pastori tedeschi, labrador, terranova, rottweiler, staffordshire terrier) sono a rischio più elevato. Anche la genetica influenza la forza dei legamenti.
I segni che un cane potrebbe avere un CCL lacerato includono:
Una diagnosi accurata richiede una visita veterinaria. Il medico:
Due test standard, il cassetto cranico e la compressione tibiale, valutano il movimento tibiale anomalo. La sedazione può essere necessaria se il cane avverte dolore. Le radiografie di entrambi gli arti posteriori aiutano a confermare il gonfiore, escludono altre cause (infezione, cancro, artrite, lussazione rotulea) e guidano il trattamento. In casi selezionati, è possibile ordinare una risonanza magnetica o un prelievo articolare per ulteriori dettagli.
La chirurgia è il modo più efficace per ripristinare la stabilità articolare. L'osteotomia livellante del piatto tibiale (TPLO) è una procedura comune, sebbene esistano alternative. La scelta dell'intervento chirurgico dipende dalla razza del cane, dalle dimensioni, dall'esperienza del chirurgo e dalle lesioni concomitanti come le lesioni meniscali. L’obiettivo è replicare la funzione del CCL, riducendo l’artrite e preservando la mobilità. Tutti gli interventi chirurgici al ginocchio vengono eseguiti in anestesia generale con una gestione completa del dolore.
Le opzioni non chirurgiche (antidolorifici, stecche articolari o attività limitata) possono ridurre temporaneamente il disagio ma non risolvono l'instabilità di base. Senza correzione chirurgica, l’instabilità può accelerare la degenerazione articolare, portando a zoppia cronica. Di conseguenza, la maggior parte dei veterinari consiglia l'intervento chirurgico per i cani attivi.
La spesa totale varia da circa $ 2.000 a oltre $ 8.000, a seconda del tipo di intervento chirurgico, delle dimensioni del cane, della gravità della lesione e della posizione geografica.
Il recupero è fondamentale quanto l’intervento stesso. Il veterinario prescriverà farmaci antinfiammatori e fornirà istruzioni dettagliate per la cura postoperatoria, inclusa la terapia fisica e i limiti di attività. Le rigorose passeggiate all'aperto solo al guinzaglio e un ambiente controllato aiutano a prevenire il fallimento chirurgico. La riabilitazione può iniziare 24-48 ore dopo l'intervento chirurgico, passando dal ghiaccio, al massaggio e agli esercizi passivi di mobilità fino alla terapia laser o al tapis roulant subacqueo. La maggior parte dei cani è pronta a riprendere la normale attività dopo 6-8 settimane di guarigione.
La prevenzione è l’approccio migliore. Mantenere un peso sano, fare esercizio fisico regolare e seguire una dieta equilibrata riducono lo stress articolare. I cani in sovrappeso sono particolarmente vulnerabili; consulta il tuo veterinario per le strategie di gestione del peso. La ricerca mostra che circa la metà dei cani che subiscono una rottura del crociato craniale subiranno una lesione simile nel ginocchio controlaterale, sottolineando l'importanza di cure proattive.[1]
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